Avvocati Matrimonialisti Milano News
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News 2017 : il nuovo assegno di divorzio, la Cassazione dice no all’assegno all’infinito al coniuge autosufficiente
La Corte di Cassazione, con la pronuncia n. 11504 depositata il 10 maggio 2017, ha modificato il proprio orientamento sulla concessione dell’assegno di divorzio all’ex coniuge.
Il provvedimento emanato dalla Suprema Corte è stato definito come rivoluzionario, perchè modifica un approccio giurisprudenziale che si era consolidato negli anni, creando un vero e proprio strumento assistenziale che però spesso dava adito a rendite che si protraevano senza fine da parte del coniuge economicamente più debole.
Cambia ora l’interpretazione del concetto di “mezzi adeguati” di cui dispone il coniuge divorziato che richieda una assegno divorzile. Per stabilire se il coniuge divorziato ha mezzi adeguati deve utilizzarsi ora non più il parametro del tenore di vita matrimoniale, ma quello della autosufficienza economica del coniuge divorziato, similmente a quanto avviene in tema di mantenimento della prole maggiorenne.
L’ex coniuge avrà diritto all’ assegno di divorzio solo se riuscirà a dimostrare in giudizio la mancanza di mezzi adeguati al proprio sostentamento e non di non poterseli procurare.
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Il Tradimento con la segretaria comporta l’addebito della separazione
La Corte di Cassazione, con la pronuncia n. 17317 del 24 agosto 2016, ha affrontato un caso piuttosto comune, di cui si occupano frequentemente gli avvocati matrimonialisti di Milano e hiterland: il tradimento di un marito con la segretaria.
I Giudici, nel sancire la separazione con addebito al marito, hanno colto l’occasione per ribadire un importante principio in tema di separazione con addebito per tradimento: secondo un orientamento già consolidato da tempo, la Giurisprudenza sia di merito che di legittimità ritiene che per ottenere una pronuncia di addebito, non sia sufficiente provare la violazione dei doveri coniugali sanciti dall’art. 143 cc.
Sarà infatti necessario provare, oltre al tradimento, anche il nesso causale fra la relazione extraconiugale e la intollerabilità della prosecuzione della vita coniugale.
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Avvocati Matrimonialisti e Fertility Day
Quale è l’opinione degli Avvocati Matrimonialisti di Milano e in generale del nostro Paese sul Fertility Day, iniziativa del Ministero della Salute per celebrare la fertilità e invitare i cittadini alla natalità?Scorrendo le pagine di notizie è possibile notare come le reazioni dei professionisti del diritto di famiglia siano tiepide sull’argomento.
Gli avvocati matrimonialisti sanno, avendo a che fare tutti i giorni con i problemi quotidiani delle persone, che una iniziativa spot come quella del Ministero non può certo avere effetti positivi reali sulla natalità. Ciò che manca, si legge, è una vera e propria politica della famiglia, che comprenda asili nido a costi sostenibili e mutui a tassi agevolati per le giovani coppie. Oggi come oggi, se non fosse per i nonni, vera spina dorsale del paese, non esisterebbero nuove famiglie.
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Cane e Gatto nella separazione e nel divorzio
A chi vanno cane e gatto dopo una separazione o un divorzio?Gli avvocati matrimonialisti di Milano, come quelli delle più importanti città, si trovano quotidianamente a che fare con dispute di coniugi che si contendono l’animale da compagnia.
E’ bene dire innanzitutto che i Giudici della separazione e del divorzio non possono decidere sull’affidamento e sul mantenimento dei nostri animali preferiti: i procedimenti di separazione e divorzio, infatti, possono vertere solo sullo status dei coniugi, così come sul loro mantenimento e sull’affidamento e mantenimento della prole, ma non sugli animali da compagnia.
Nonostante ciò, è ben possibile per i Giudici recepire l’accordo dei coniugi sulla gestione post coniugale del cane e del gatto. Il Tribunale di Como, infatti, con un decreto datato 3 febbraio 2016, ha sancito che può essere omologato l’accordo di separazione consensuale che contenga, con riferimento al rapporto con un animale domestico di entrambe le parti, non solo la suddivisione delle spese di cura e mantenimento, ma anche la regolazione di aspetti non economici, quali l’affidamento e la frequentazione.
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